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Accademia di Scherma Tradizionale "Manuela Lecchi" del M. Andrea Lupo Sinclair.
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Introduzione
"Dal veleno fai nascere l'antidoto"
Questa Accademia, sostanzialmente, è un'utopia. Una "scuola d'Armi" dove si insegni l'Arte della Scherma come tradizionalmente è stata trasmessa non per la gara Sportiva ma per il Duello e la difesa personale, dove si pratica secondo una rigorosa ricerca tecnica e si usano rigide regole di etichetta, dove si può esprimere quell'aspetto di sublimazione della mera pratica fisica come era il vero patrimonio e finalità della Arte Marziale, ebbene, oggi tutto questo è, di fatto, assurdo e forse anacronistico.
Non andiamo certo a "Duello"; né ci "troviamo per duellare" come se fosse una cosa con cui divertirsi; per fare una cosa simile - illegalità dell'atto a parte - occorrerebbero dei ben seri motivi! Fare un Duello era un atto serio e difficile: il doversi condurre a rischiare di ricevere o procurare lesioni fisiche o addirittura la morte era la "ultima ratio" quando ormai nulla più poteva risolvere insanabili questioni: "si procede all'atto dell'Arme, il quale si chiama Remedio Sussidiale, quando mancano tutti gli altri di ragione". Trovare ciò "divertente" è perciò cosa da individui di scarsa coscienza ed intelligenza. Anche poi il declamare una pratica di quest'Arte come "difesa" potrebbe essere, in fondo, un assurdo: certo oggi non portiamo più la Spada a fianco ed inoltre ben diverse sono le mentalità, le attitudini e le capacità nel confronto fisico tra un uomo del mondo industrializzato e benestante e colui che spesso nulla ha da perdere ed esprime solo una violenza che ben raramente si potrebbe immaginare. Troppe scuole di "Difesa Personale" fioriscono a fornire la pericolosa illusione che un "normale" ragazzo del nostro mondo potrebbe poi difendersi da coloro che realmente potrebbero, se volessero, ucciderlo o fargli del male. Tuttavia, la pratica della Scherma Tradizionale "come se" si tirasse da Duello o in un contesto di difesa estrema, cioè "tocca senza essere toccato, come se le Armi fossero vere", può ben dare uno stimolo a quella ricerca di autocontrollo, calma interiore e buonsenso, che in ogni caso nei momenti critici della nostra vita non guasta certo avere. In più, l'esercizio dell'intelligenza, come è proprio della Vera Scherma "ne la quale [intelligenza] consiste la vita e la vittoria di chi l'usa" e la pratica di una ricerca anche morale invece che agire come "li miseri cavalieri i quali si fidano della sola superbia e conseguono invece di honore solo infamia manifesta" sono atti formativi e di grande valore umano.
Oggi, dove troppo spesso i toni di una disputa sono assai più forti dei contenuti della stessa e dove le regole e l'educazione vengono sovente considerate soltanto ipocriti formalismi, la disciplina della Vera Scherma è espressione di sobrietà e rispetto dell'individuo come un bisogno ormai necessario. Ed ancora, la pratica secondo rigorosi principi tecnici di una disciplina che è Scienza, per cui è composta da atti verificabili, logici e ripetibili, ed è Arte per cui permette lo sviluppo di una propria personalità espressiva e genera armonia tra forma e sostanza, è cosa sempre utile per la vita che quotidianamente conduciamo. Vera Scherma è praticare un assalto libero e leale, con rispetto della propria ed altrui sicurezza, e nel cimento della nostra intelligenza e calma interiore. Nello stimolo di un atto estremo che è simbolico e reale allo stesso tempo, ci porta a conoscere anche aspetti di noi stessi che non sempre si manifestano nel comune vivere, offrendoci l'occasione di una crescita a cui magari agogniamo ma per coltivare la quale spesso non abbiamo "tempo" o mezzi. Non siamo vetusti "nostalgici del passato" né "moderni invasati" alla ricerca dell'estremo e della novità a qualunque costo: la Accademia è aperta a chiunque, ma solo pochi ne comprendono la intima essenza e vi rimangono. Chi avrà il coraggio di seguire questa pratica vi troverà un motivo di profonda soddisfazione; gli altri, trovino la loro strada altrove.
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